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San Longino
Nome: San Longino
Titolo: Martire
Morte: Cesarea di Cappadocia
Ricorrenza: 16 ottobre
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Patrono di:
Baschi


Secondo la leggenda, fu il centurione che trafisse Cristo con la sua lancia (Gv 19, 34). Gli autori lo identificarono erroneamente con il centurione che proclamò la divinità di Gesù: "Questo era veramente il figlio di Dio". Il lanciere e il centurione furono così uniti. Si presume che si convertì e cambiò il suo nome da Cassio a Longino, e si ritirò a Cesarea in Cappadocia dove visse una vita monastica ed era vescovo di questa città.

La leggenda intorno a lui è complicata: gocce di sangue dal cuore divino gli schizzavano gli occhi, che erano molto indeboliti, e vide di nuovo chiaramente, raccolse il sangue di Gesù Cristo in un bicchiere che si chiamava Graal e in seguito subì il martirio e La sua lingua era stata tagliata, nonostante continuasse a parlare.

Longino Santo (sec. I). Il suo nome significa "l'uomo della lancia" (dal greco longké, lancia). Si tratta di un santo di cui molto si è parlato nei manoscritti sulle vite dei santi orientali, nei Vangeli, nelle epistole dei Santi Padri, nei vangeli apocrifi e nei martirologi sia orientali sia occidentali. Tali citazioni hanno determinato la combinazione di tre diversi personaggi in cui viene identificato: il soldato che aprì il fianco di Gesù con un colpo di lancia (Giovanni, XIX, 34).

Porta il nome di Longino negli Atti di Pilato, all'inizio del V secolo, come nella miniatura della Passione che figura nel Vangelo siriaco della .biblioteca Laurenziana a Firenze, anteriore al 586. Tra i Padri greci, il primo a designare Longino come "il soldato del colpo di lancia" è Germano, patriarca di Costantinopoli (715-729); il centurione anonimo che proclama la divinità di Gesù dopo la sua morte: "Davvero costui era Figlio di Dio!" (Matteo, XXVII, 54; Marco, XV, 39); il centurione che comandava i soldati incaricati della guardia del sepolcro.

La Corrispondenza di Pilato a Erode (non anteriore al V secolo) lo chiama Longino, ma il Vangelo di Pietro gli dà il nome di Petronio.

Nella tradizione greca e orientale, si vede generalmente in Longino il centurione che professò la divinità di Gesù e custodì il sepolcro; nella tradizione occidentale, Longino è ora il soldato della lancia, ora il centurione.

Ma le due tradizioni si congiungono per precisare che abbracciò la fede degli apostoli, lascio il mestiere delle armi e andò a Cesarea di Cappadocia, dove visse santamente, evangelizzò i pagani e morì martire, decapitato.

Gregorio di Nissa presentava già il eco turione che confessò la divinità di Gesù come l'evangelizzatore dei Cappadoci (Lettera, XVII, 15). Un secolo dopo, il Martirologio geronimiano non dà un nome al centurione precisando la festa a "Cesarea di Cappadocia, di Longino".

Da notare anche, tra i segni più antichi del culto, un frammento di amuleto con un'invocazione a Longino (IV secolo), un capitello bizantino col suo nome, ad Alla, e, nel VI secolo, delle iscrizioni su due caserme, a Gho6r, in Siria, e a Burdj, in Arabia, in cui il nome di Longino è associato a quello di altri santi. Un'altra tradizione presenta Longino come l'evangelizzatore di Mantova, in Italia. Ma è chiaro che essa è nata per autenticare una reliquia del sangue sgorgato dal costato di Cristo, conservato nella basilica di S. Andrea.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Gerusalemme, commemorazione di san Longino, venerato come il soldato che aprì con la lancia il costato del Signore crocifisso.

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