San Pancrazio

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San Pancrazio
Nome: San Pancrazio
Titolo: Martire
Nascita: Sinnada, Frigia, Asia Minore
Morte: 12 maggio 304, Roma
Ricorrenza: 12 maggio
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Luogo reliquie:Chiesa di San Nicola
Fa parte di:Santi del Lazio


La memoria di questo Santo è segnata oggi sul Calendario universale della Chiesa, anche se a titolo facoltativo, accanto a quella dei Santi Nereo e Achilleo, Martiri.

San Pancrazio è il più celebre tra i due soli Martiri che ripetono questo nome: un nome abbastanza diffuso, nonostante l'insolito significato. Il « pancrazio », infatti, presso i Greci e poi presso i Romani, era un violento esercizio sportivo, che riuniva in sé le caratteristiche del pugilato e della lotta. Il nome, significava « combattimento completo », e lo stesso significato conserva il nome proprio di Pancrazio.

San Pancrazio, come abbiamo detto, fu Martire, e quindi, in senso metaforico, fece onore al proprio nome di combattente per la fede. Ma fu un lottatore in erba, di immatura forza fisica, anche se di fermissima energia morale. Secondo la tradizione, infatti, aveva soltanto 14 anni quando ebbe la testa recisa, a Roma, sotto Diocleziano, nell'anno 304.

Nato in Frigia, e restato orfano in tenera età, il ragazzo era stato affidato alle cure di uno zio, di nome Dionisio, il quale lo condusse a Roma. Qui, zio e nipote vennero battezzati, proprio negli anni in cui infieriva l'ultima persecuzione imperiale.

Lo zio morì di lì a poco di morte naturale, ma Pancrazio subì il martirio con una fermezza e una maturità da stupire anche i vecchi. La sua Passione riporta alcune delle risposte che il giovane Martire avrebbe dato allo stesso Imperatore il quale, commosso dalla tenera età dell'accusato, cercò invano di farlo abiurare. Quelle risposte confermarono la maturità spirituale del giovane Pancrazio, e resero inevitabile la sua condanna a morte, quale cristiano confesso e impenitente.

La sentenza venne eseguita sulla via Aurelia, e lungo quella stessa strada il corpo del Martire venne piamente sepolto da una matrona cristiana, Ottavilla.

Nel Medioevo, il culto del giovane lottatore cristiano fu popolarissimo, e il suo nome si diffuse in tutti i paesi, spesso sotto la forma di Brancas o, in Italia, di Brancaccio.

Le reliquie di San Pancrazio acquistarono una curiosa fama. Si disse che avessero il potere di smascherare gli imbrogli e le false dichiarazioni. Per dimostrare se una testimonianza era falsa o vera, sarebbe stato così sufficiente portare il teste davanti a un altare contenente le reliquie del Santo. Se non diceva il vero, sarebbe caduto fulminato all'istante!

Per questo le reliquie di San Pancrazio si moltiplicarono a dismisura. L'intero corpo avrebbe dovuto essere in almeno venti chiese; la testa, in almeno dieci città. Le ossa singole, poi, non si contavano e naturalmente soltanto una piccola parte di queste reliquie potevano essere autentiche.

Forse per questo, nel Medioevo, la giustizia commetteva tanti errori!

MARTIROLOGIO ROMANO. San Pancrazio, martire, che, si dice sia morto ancora adolescente per la fede in Cristo a Roma al secondo miglio della via Aurelia; presso il suo sepolcro il papa san Simmaco innalzò una celebre basilica e il papa Gregorio Magno vi convocò frequentemente il popolo, perché da quel luogo ricevesse testimonianza del vero amore cristiano. In questo giorno si celebra la sua deposizione.

PROVERBIO. Maggio per quanto bello, salva un granello di ghiaccio; un po' per San Pancrazio, un po' per San Servazio e il resto per San Bonifazio.

LO SCHELETRO DI SAN PANCRAZIO

A Wil, nel Cantone San Gallo della Svizzera, nella chiesa parrocchiale Stadtkirche St. Nikolaus (St. Nicola), è custodita una reliquia attribuita al martire romano San Pancrazio: uno scheletro decorato secondo l’arte barocca, attribuito al giovane martire e racchiuso in un raffinato reliquiario d’argento realizzato nel 1776 dall’argentiere di Augusta Joseph Anton Seethaler.

Scheletro di San Pancrazio
Scheletro di San Pancrazio

La presenza della reliquia è venerata da oltre 350 anni nella città di Wil, e costituisce uno dei più notevoli esempi della devozione reliquiaria barocca in Svizzera.


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