San Tommaso Cantelupe

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San Tommaso Cantelupe
Nome: San Tommaso Cantelupe
Titolo: Vescovo
Nome di battesimo: Tommaso Cantelupe
Nascita: 1218 circa, Hambledon, Inghilterra
Morte: 25 agosto 1282, Montefiascone, Viterbo
Ricorrenza: 25 agosto
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Canonizzazione:
17 aprile 1320, Roma, papa Giovanni XXIII
Fa parte di:Santi del Lazio


Tommaso di Hereford nacque intorno al 1218 a Hambledon, nei pressi di Great Marlow nel Buckinghamshire, da famiglia nobile. Il padre, Guglielmo, era secondo barone di Cantelupe e siniscalco della famiglia reale; la madre, Millicent, era la figlia di un lord normanno e vedova del conte di Evreux, mentre lo zio, Walter, era vescovo di Hereford. Tommaso si recò a Oxford nel 1237 per intraprendere gli studi universitari e li concluse a Parigi nel 1245, conseguendo la laurea in Lettere.

In questo stesso anno dovrebbe essere avvenuta l'ordinazione presbiterale. Trasferitosi a Orléans per studiare diritto civile, nel 1255 fece ritorno a Oxford dove approfondì e insegnò diritto canonico, e qui fu eletto, nel 1261, cancelliere dell'università.

Durante il periodo del suo incarico si guadagnò la stima di molti per il rigore unito a imparzialità con cui trattò gli studenti indisciplinati. Nonostante i successi ottenuti in campo universitario, non fu un vero studioso né un insegnante famoso, e di lui non rimangono trattati o altri scritti. La sua fu piuttosto la carriera di un efficiente amministratore ecclesiastico, scrupoloso nell'adempiere ai propri doveri e detentore al tempo stesso di numerosi benefici ecclesiastici per dispensa papale.

Tommaso, abbracciata la causa dei baroni ribellatisi a Enrico III, fu uno dei loro inviati al re franco S. Luigi (25 ago.) per richiederne l'arbitrato tra le parti in lotta. Il tentativo falli e i baroni, dopo aver sconfitto il re a Lewes, nel 1265 scelsero Tommaso come Gran Cancelliere (carica che egli ricoprì solo per pochi mesi, perché Enrico III, alla fine di quello stesso anno, sconfisse definitivamente Simone di Montfort e gli altri ribelli). Durante questo pur breve periodo di cancellierato, Tommaso si guadagnò grande stima per aver respinto vari tentativi di corruzione, affrontato coraggiosamente il re e riformato la carica di cancelliere.

Dopo la sconfitta dei baroni, egli dovette ritirarsi a Parigi, da dove, una volta riconciliatosi col re, poté fare ritorno a Oxford, venendo eletto nuovamente nel 1273 cancelliere dell'università. Visse per la maggior parte del tempo a Londra, dove fu famoso per la generosa ospitalità e la cordialità verso tutti, anche se coloro che lo conobbero bene testimoniarono della sobrietà del regime di vita da lui osservato.

Ricoprì ancora altre cariche: arcidiacono di Stafford, maestro del coro a York e amministratore di quattro canonicati e di sette o otto parrocchie; fu molto accorto nello scegliere vicari idonei che si prendessero cura di queste prebende, visitandole egli stesso e predicando in esse ogni volta che gli era possibile, e utilizzando le proprie ricchezze per il restauro e la manutenzione delle chiese.

Nel 1275, nominato vescovo di Hereford, ricevette la consacrazione a Canterbury.

Come ci si poteva aspettare, Tommaso assunse le proprie responsabilità di vescovo diocesano con vigore e determinazione, impegnandosi in una attività riformatrice.

La diocesi di Hereford era stata male amministrata dagli immediati predecessori di Tommaso e alcuni notabili, sia laici che ecclesiastici, ne avevano usurpato il territorio e i diritti.

Egli scomunicò vari oppositori, costrinse altri a fare pubblica ammenda e si batté duramente anche per riacquistare i suoi diritti di caccia dal conte di Gloucester. Al tempo stesso non trascurò di attendere ai suoi doveri spirituali, rafforzando nella fede, predicando, rimproverando noti peccatori e spogliando coloro che, senza la necessaria dispensa, godevano di molteplici prebende, tra cui il decano della chiesa di S. Paolo. Tenuto in alta considerazione dal re Edoardo I, fu membro del consiglio reale e anche uno dei reggenti durante l'assenza del re nel 1279.

Gli ultimi anni di vita furono turbati da forti divergenze con Giovanni Pecham, arcivescovo di Canterbury, a motivo dei diritti di appello e di giurisdizione. Scomunicato nel 1282 dall'arcivescovo, si recò a Roma per sottoporre il proprio caso al papa Martino IV; questi lo accolse calorosamente a Orvieto, ma qui Tommaso si ammalò gravemente e dovette ritirarsi a Montefiascone, dove morì il 25 agosto. Venne sepolto a Orvieto nell'abbazia di S. Severo, ma poi furono riportati in Inghilterra le sue ossa, nella cattedrale di Hereford, e il suo cuore, ad Ashridge nel Buckinghamshire.

Non appena, nel 1287, le reliquie del santo furono poste in una nuova tomba, collocata nel transetto settentrionale (il cui raffinato basamento è tuttora visibile), cominciarono ad avvenire miracoli e prodigi: nell'arco di tempo che va da allora al 1312 ne furono accertati non meno di cinquecento e la cattedrale divenne uno dei più popolari centri di pellegrinaggio.

Nel 1290 e nel 1299 furono inoltrate a Roma richieste di canonizzazione sostenute dal suo successore; nel 1305 fu il re in persona a presentare un'altra petizione, cosicché nel 1307 fu istituita una commissione di inchiesta con il compito di esaminare prima di tutto la questione della scomunica di Tommaso.

In seguito a indagini complete e ben documentate, egli fu infine canonizzato nel 1320 da Giovanni XXII e le sue reliquie, nel 1349, furono traslate in un nuovo sacrario posto nella cappella dedicata alla Beata Vergine Maria. S. Tommaso è un celebre esempio di responsabile esercizio di autorità a favore della fede e della riforma della Chiesa. In un'epoca famosa per le liti, egli fu litigioso come nessun altro, accanito c puntiglioso sostenitore dei suoi diritti di vescovo diocesano; comportarsi diversamente sarebbe stato giudicato a quel tempo una trascuratezza verso i propri doveri.

La buona amministrazione, comunque, non era fine a se stessa, tanto che egli si preoccupò molto di assicurare un'adeguata cura pastorale del popolo e un'alta moralità nella condotta di vita del clero. Condusse una vita personale austera, pur essendo nobile e affabile nei modi; nutrendo una particolare devozione alla Madonna, digiunava la vigilia delle solennità e scelse la festa della Natività di Maria per la propria consacrazione.

Uno dei suoi vecchi domestici, testimoniando davanti alla commissione nel 1307, disse che il timore di Dio in Tommaso era visibile soprattutto nella sua avversione per i bugiardi, i lussuriosi, gli iniqui e i malvagi.

MARTIROLOGIO ROMANO. Presso Montefiascone nel Lazio, transito di san Tommaso Cantelupe, vescovo di Hereford in Inghilterra, che, uomo di insigne cultura, si mostrò severo con se stesso e generoso benefattore con i poveri.

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