Subiaco è la culla dell'Ordine monastico fondato da San Benedetto: egli dimorò per tre anni nel Sacro Speco, una grotta trasformata più tardi in uno dei luoghi più suggestivi della cristianità monastica.
Il nome del luogo deriva da Sublaqueum (“sotto il lago”), perché Nerone vi bloccò il corso dell’Aniene costruendo tre laghi e una villa. Su un fabbricato di questa villa, Benedetto edificò il monastero di San Clemente e, con il moltiplicarsi dei suoi discepoli, diede vita ad altre comunità.
Dei dodici monasteri originari oggi rimane solo quello di Santa Scolastica. Gli altri furono distrutti dai saraceni nel IX secolo e probabilmente anche prima dai longobardi.
Da Subiaco partì l’inizio della riforma dell’Ordine benedettino, detta appunto sublacense, dando origine all’omonima Congregazione, approvata nel 1872 come Congregazione cassinese della primitiva osservanza, poi detta semplicemente Sublacense.
Il Sacro Speco è la grotta dove abitò San Benedetto. Il complesso include:
Originariamente dedicato a San Silvestro, divenne celebre nel XIV secolo. Qui soggiornarono monaci benedettini provenienti da tutta Europa.
Il monastero fu un centro pionieristico della stampa. Attorno al 1464, monaci tedeschi vi impiantarono la prima tipografia in Italia. Le prime opere stampate furono:
Le comunità attuali appartengono ai Benedettini sublacensi.
La cittadina di Subiaco si raggiunge tramite l’autostrada A24 (uscita Vicovaro-Mandela), proseguendo sulla SS 5 e poi sulla SS 411.